Romea Strata – Tavernelle

Dove il passaggio diventa storia, e la strada diventa identità

Data:

01 Aprile 2026

Descrizione

  1. Tavernelle: un luogo che nasce per accogliere

Tavernelle è un luogo che nasce per accogliere e accompagnare. Il suo nome affonda le radici nelle tabernulae: piccole locande e punti di ristoro che sorgevano lungo le strade antiche, dove viaggiatori e pellegrini trovavano cibo, riparo, un cambio di cavalli o semplicemente una pausa. Ancora oggi questa vocazione all’accoglienza si riflette nella possibilità di accedere facilmente al territorio e sostarvi. Nelle vicinanze del percorso sono presenti alcune aree di parcheggio utili per chi arriva in auto o in camper:  

  • l’area sosta camper di Via Giovanni XXIII;  
  • il parcheggio del campo da calcio comunale di Tavernelle in Via Lago di Carezza;  
  • il parcheggio situato dietro la Chiesetta Morosini in Via Chiesetta Vecchia. 

Questi spazi rappresentano punti di accesso al borgo e al cammino, consentendo di iniziare la visita e il percorso a piedi in continuità con la tradizione storica del luogo, da sempre pensato come punto di sosta e di passaggio. 

 

  1. Le strade prima dei confini

Prima dei comuni, delle province e delle nazioni, esistevano le strade. Ed erano le strade a creare i territori. 

La Romea Strata non è una singola via, ma una rete di cammini che per secoli ha collegato il Nord Europa, la Pianura Padana, Roma e i porti dell’Adriatico. Una rete viva, che cambiava nel tempo seguendo la geografia, le stagioni, la sicurezza, l’acqua. 

Altavilla Vicentina e Tavernelle si trovano in un punto naturale di passaggio tra pianura e collina, dove le vie rallentano e, si incrociano. 

 

  1. L’eredità romana: misurare il mondo

Già in epoca romana, quest’area era attraversata da importanti direttrici viarie collegate al Municipium Vincentiae. La presenza di una pietra miliare, collocata sul “quinto miglio” da Vicenza, racconta una concezione precisa dello spazio: il territorio come qualcosa da misurare e collegare. In questa zona, l’attuale strada statale (la SR11) ricalca quasi fedelmente l’antico rettifilo romano. La Postumia arrivava da Vicenza, attraversava Tavernelle e proseguiva verso Montecchio Maggiore e poi Verona. 

Risalgono all’epoca romana anche il “Melaro” e la “Perara”, oltre che la zona di Valmarana e la Rocca di Altavilla. 

Le strade romane non servivano solo a spostarsi: erano strumenti di civiltà. Camminare oggi a Tavernelle significa muoversi ancora dentro quella logica antica di connessione e continuità. 

 

  1. Altre tracce storiche

Nel Medioevo le strade iniziarono a cambiare funzione. Lungo la Romea Strata si muovevano pellegrini diretti a Roma, mercanti, eserciti e messaggeri. 

Il cammino al limite di un atto spirituale: non si camminava solo per arrivare, ma per trasformarsi. Luoghi come Tavernelle erano fondamentali perché offrivano soprattutto un rifugio ai pellegrini. 

Durante le invasioni longobarde dell’Alto Medioevo la popolazione si rifugiava in collina (in questo caso la Rocca), lasciando la pianura in mano ai longobardi (lungo la SR11 sorge un cimitero longobardo). 

Ai tempi dell’Impero Austro-Ungarico, le taverne erano a disposizione dei patrioti anti-austriaci.  

Durante la prima guerra mondiale, per la stazione ferroviaria di Tavernelle passarono gli eserciti diretti al fronte. La linea ferroviaria fu bombardata durante la seconda guerra mondiale. 

 

  1. Tracce visibili e memorie invisibili

Oggi non tutto è chiaramente riconoscibile: non sempre sappiamo dove fosse una locanda, una stazione di sosta o un edificio specifico legato ai pellegrini. 

Ma la storia non vive solo nelle pietre. Vive nei nomi, nelle forme del borgo, nelle strade che si incrociano, nelle memorie tramandate. 

Tavernelle conserva queste tracce leggere, che raccontano il passaggio anche quando non è più visibile. 

 

  1. Dal cavallo al treno: il passaggio continua

Con l’età moderna arrivano le carrozze, poi la ferrovia. La stazione di Altavilla–Tavernelle diventa un nuovo punto di transito: non più pellegrini con il bordone, ma pendolari, studenti, lavoratori. 

Cambiano i mezzi, ma non cambia il gesto: partire, arrivare e attraversare. 

Tavernelle, ancora adesso, continua a essere una soglia. 

 

  1. La Romea Strata oggi: un cammino consapevole

Oggi la Romea Strata è un cammino culturale e spirituale riscoperto. Chi percorre questo tratto a piedi non cerca spettacolarità, ma autenticità. 

Il cammino attraversa spazi urbani e periurbani, luoghi vissuti ogni giorno. Ed è proprio qui che il viaggio ritrova il suo significato più profondo: essere parte della vita reale. Camminare è uno dei gesti più antichi dell’umanità.  Prima di costruire città, prima di scrivere storie, l’uomo ha camminato. Ogni territorio è il risultato di passi ripetuti nel tempo. Ecco che, percorrere questa via, significa inserirsi, anche solo per pochi metri, in una catena infinita di passaggi umani. 

  1. La chiesetta

Tra i luoghi più significativi che si incontrano lungo la Romea Strata si colloca la chiesetta della Natività di Maria, nota anche come oratorio Valmarana-Morosini, antico punto di riferimento storico e religioso per la comunità locale. La sua origine risale al XVI secolo, quando venne edificata per volontà della famiglia Valmarana, mentre la presenza di un oratorio in quest’area è documentata già all’inizio del Seicento. 

Nel corso del tempo la proprietà passò tra diverse famiglie nobili del territorio, fino a rientrare nella disponibilità della comunità parrocchiale di Santa Maria Nascente di Tavernelle, che ne ha mantenuto la funzione religiosa e il legame con la vita locale. 

L’edificio presenta una struttura semplice a pianta rettangolare, con facciata scandita da lesene e finestre strette e alte, dotate di vetri colorati. L’interno conserva altari laterali con pale centinate e una statua della Vergine Immacolata; tra le opere presenti si segnalano dipinti raffiguranti Sant’Urbano, Zaccaria e San Girolamo, attribuiti al pittore veneziano Emilio Paggiaro. 

La chiesetta testimonia la continuità della devozione popolare lungo le vie di passaggio della Romea Strata, inserendosi nel sistema di luoghi che offrivano non solo assistenza materiale ai viaggiatori, ma anche un riferimento spirituale. Ancora oggi rappresenta un punto di memoria e identità per la comunità locale, legato alla storia del territorio e alla sua vocazione all’accoglienza. 

 

ROMEA STRATA – TAVERNELLE 

Dove il passaggio diventa storia, e la strada diventa identità 

La località di Tavernelle trae la propria origine e il proprio nome dal concetto di accoglienza, derivando dalle antiche tabernulae che offrivano ristoro e riparo ai viaggiatori lungo le vie di comunicazione. Situata in un punto strategico di passaggio tra la pianura e la collina, l’area è storicamente definita dalla rete della Romea Strata, un sistema di percorsi che per secoli ha connesso il Nord Europa con Roma e l’Adriatico. 

Il territorio conserva l’eredità della civiltà romana, testimoniata dal ritrovamento di una pietra miliare al quinto miglio da Vicenza, simbolo di una visione del mondo basata sulla connessione e sulla misura dello spazio. Con il passare dei secoli e l’avvento del Medioevo, queste strade si caricarono di significati spirituali e relazionali, diventando percorsi di trasformazione per pellegrini e mercanti che trovavano in Tavernelle un punto di sosta fondamentale per recuperare le forze. Questa funzione di accoglienza si è stratificata nel tempo: dalla spiritualità del XVI secolo, che portò all’edificazione della Chiesetta della Natività di Maria (nota anche come oratorio Valmarana-Morosini) fino al passaggio dei soldati diretti al fronte durante le due guerre mondiali. 

Sebbene molte tracce fisiche del passato siano svanite, la memoria storica persiste nella toponomastica e nella struttura stessa del borgo. L’evoluzione dei trasporti, dal cavallo alla ferrovia, ha trasformato i pellegrini in viaggiatori moderni senza però mutare la funzione essenziale del luogo come soglia e punto di transito. Oggi la riscoperta della Romea Strata invita a percorrere questi spazi con consapevolezza, inserendo il passo del viandante contemporaneo in una continuità millenaria di scambi e incontri umani.